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E’ vero che esiste la dipendenza da Facebook?

E’ vero che esiste la dipendenza da Facebook?

12 aprile 2014 5479 views

Risponde il Prof. Federico Tonioni, Coordinatore dell’Ambulatorio dedicato all’Internet Addiction Disorders, Policlinico Agostino Gemelli, Roma

Non solo esiste una dipendenza dal web, ma anche da Facebook. È quello che viene definito ‘Information Deprivation Disorder’ ed è un nuovo disturbo psicologico che ingenera nelle forme più serie agitazione, ansia, depressione, senso di irrequietezza e isolamento da un contesto reale, a favore di una comunicazione virtuale portata avanti e accresciuta per mezzo dei social network. Ad esserne maggiormente colpiti sono soprattutto i giovani e gli adolescenti, sempre più affezionati alla rete dalla quale restano imbrigliati, facendo del chattare o della navigazione uno dei passatempi preferiti.

Non per questo il web deve essere condannato, gli vanno infatti riconosciuti diversi vantaggi (la rapidità dell’informazione, ad esempio), ma specie nelle età in cui non si ha ancora acquisito la piena maturità – come quella adolescenziale, appunto – un rapporto sbagliato con la rete, che può far scaturire un disagio di ordine mentale, è un aspetto che non va trascurato. I primi segnali di una dipendenza dai social network sono evidenti: un tempo sempre più protratto passato davanti alla rete a sfavore di relazioni reali e l’affermazione di un senso di onnipotenza generato dalla possibilità di gestire e controllare il mondo o le amicizie virtuali più facilmente, perché prive di rapporti dal vivo i quali invece sono spesso complicati, imprevedibili e complessi.

Nelle situazioni più gravi, si può arrivare fino all’assunzione e all’identificazione con identità diverse: è noto infatti il rapporto tra Facebook e false personalità. Viste le implicazioni psicologiche del problema, il percorso di cura più indicato per la dipendenza da internet è una psicoterapia individuale o una psicoterapia di gruppo condivisa con altre persone che vivono la medesima problematica, rivolta soprattutto a risolvere sia aspetti di carattere puramente psicologico – stati di insonnia, sbalzi di umore, ansia – ma anche problemi fisici causati dal perdurare del tempo di fonte allo schermo, quali mal di schiena, difficoltà alla vista e tunnel carpale.

Di norma la terapia si snoda con un primo colloquio che consenta di inquadrare la problematica e di evidenziare eventuali patologie sottostanti, a cui seguono altri incontri sostenuti in caso di necessità anche da un supporto farmacologico e/o da un trattamento riabilitativo di gruppo che permetta di imparare a riavvicinarsi nuovamente ad amici in carne e ossa. In ogni caso, ai primi campanelli di allarme, occorre rivolgersi ad un centro specializzato nella cura delle psicopatologie dell’adolescenza.

Fonte Fondazione Veronesi ©

dipendenza facebook patologia
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