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La dieta per tenere a bada i dolori mestruali

La dieta per tenere a bada i dolori mestruali

8 novembre 2013 4491 views
Alcuni dei sintomi più fastidiosi della dismenorrea (mal di testa, tensioni addominali, crampi, nausea) possono essere alleviati da un’alimentazione adeguata, ricca soprattutto di vitamine del gruppo B e magnesio.
Magnesio e vitamina B a tavola aiutano a lenire i dolori mestruali. E’ vero che la dieta può aiutare a lenire i dolori mestruali? E quali alimenti bisogna mettere in tavola durante i giorni del ciclo per controllare meglio il dolore?  La dismenorrea, ossia un ciclo mestruale doloroso, è un problema che affligge molte donne ed è riconducibile a diverse possibili cause – una predisposizione costituzionale, una anomalia dell’utero, stati di forte stress che possono determinare la diminuzione della produzione di betaendorfine che fungono da analgesici naturali. Fra le manifestazioni ‘dolorose’ più comuni e ricorrenti vi sono il mal di testa, le tensioni addominali (crampi e spasmi), nausea che possono essere in parte alleviate anche da una maggior attenzione alla tavola, impostando in ‘quei giorni’ una dieta che contenga soprattutto vitamine del tipo B e magnesio. Essa dovrebbe escludere o limitare, fra le bevande, il consumo di caffè e alcol che riducono l’assorbimento del magnesio, il minerale più importante ed  efficace per controllare l’intensità delle contrazioni dell’utero e fra gli alimenti cibi troppo grassi e troppo salati, carni rosse e latticini.CIBI SI’: PESCE E SEMI – Di contro, fra i cibi, andrebbero previlegiati il pesce azzurro che è ricco di omega 3, gli acidi grassi che riducono anch’essi l’intensità dei crampi mestruali, alcuni cereali in particolare i fiocchi d’avena ma anche altre alimenti quali il lievito di birra secco, il germe di grano, le arachidi, la crusca, i pistacchi, le lenticchie e le noci che contengono la vitamina B1. Efficaci per combattere il dolore possono essere alcuni semi: quelli di lino (è bene consumarne 1/2 cucchiai al giorno macinati con acqua o anche nel condimento dell’insalata) che limitano il rilascio di alcune prostaglandine o i semi di girasole crudi, ricchi di vitamina E che aiuta ad alleviare il dolore, e che può essere trovata anche nell’olio di germe di grano e vergine di oliva, nell’olio di girasole, nell’olio di semi d’uva e di sesamo, nelle arachidi, nelle mandorle dolci, nei pinoli, nel prezzemolo secco, nella salvia, nel rosmarino e nel timo secco, nel tonno in olio, nella passata di pomodoro, nell’avocado e nelle noci.

MAGNESIO E CARBOIDRATI – Fra i vegetali, sono ottime le barbabietole rosse per l’apporto di magnesio, che esercita una azione antispastica e rilassante sull’utero, ma anche spinaci cotti, ceci cotti, albicocche secche, fagioli bianchi e rossi cotti, mais bollito, broccoli, tarassaco crudo, patate al forno, noci, semi di girasole, mandorle, fichi, fichi secchi, prugne, banane. Questi alimenti possono essere alternati e integrati anche con i carboidrati complessi (pane, riso e pasta) che hanno un effetto calmante e le vitamine del gruppo B, in particolare la B1 – presente in cereali integrali, legumi, fegato, molluschi, germe di grano, crusca, funghi e lievito di birra – e la B6 che si trova negli spinaci, nei piselli, nei cereali integrali le quali assicurano il corretto funzionamento del sistema nervoso e sembrano fare diminuire anche i sintomi dolorosi.

Fonte Fondazione Umberto Veronesi, Testo di Francesca Morelli, Consulenza: Giacinto Miggiano, Direttore del Centro Nutrizione Umana, Università Cattolica, Roma

 

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