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Le bugie lasciano ‘impronte digitali’ nel cervello

Le bugie lasciano ‘impronte digitali’ nel cervello

11 giugno 2013 4661 views

Ci sono specifiche aree del cervello che si attivano quando si dice una bugia. Ora queste aree possono essere viste ‘all’opera’ con una speciale tecnica, l’imaging neurale, che mostra una sorta di ‘impronta digitale’ della menzogna. Lo rivela una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Plos One e realizzata da Alice Proverbio, Maria Elide Vanutelli e Roberta Adorni del dipartimento di Psicologia dell’Universita’ di Milano-Bicocca.
Le aree del cervello piu’ attive nella costruzione delle bugie, spiegano le ricercatrici, sono la regione frontale e pre-frontale dell’emisfero sinistro e la corteccia cingolata anteriore. ”Attraverso l’elettrofisiologia cognitiva – aggiunge Alice Proverbio, coordinatrice della ricerca – siamo in grado di vedere come reagisce il cervello di una persona quando riconosce qualcosa di familiare”. Inoltre, e’ possibile stabilire quando una persona sta mentendo ”poiche’ il cervello produce una risposta bioelettrica inconfondibile, chiamata N400, che riflette il tentativo di sopprimere l’informazione riconosciuta come vera”: e’ questa l’impronta digitale unica della bugia.
Rispetto alla cosiddetta macchina della verita’, ”che si basa sulla misurazione di aspetti fisiologici come sudore e battito cardiaco per individuare chi mente – conclude l’esperta – il nostro metodo misura anche l’effetto cerebrale delle emozioni provate durante l’interrogatorio. L’attivita’ mentale, misurata attraverso le variazioni elettriche delle risposte cerebrali, e’ un indicatore molto piu’ affidabile di quella solo periferica”.

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