Il presidente dell’Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino, Salti: “In aumento la domanda maschile: bisogna preservare naturalezza ed elementi virili senza femminilizzare il volto”
“Il pubblico maschile sta entrando con sempre maggiore consapevolezza nel mondo della medicina estetica. L’obiettivo non è trasformare il volto, ma attenuare i segni di stanchezza preservando proporzioni e caratteristiche tipiche maschili, come arcate sopracciliari marcate e fronte più bassa”.
A dirlo è Giovanni Salti, presidente di Aiteb, Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino,che evidenzia come la medicina estetica stia vivendo una nuova stagione anche dal punto di vista della medicina di genere.
La domanda maschile, secondo Salti, “non è finalizzata all’aspetto più ‘levigato’ tradizionalmente richiesto dalle donne, ma punta a mantenere un’espressività credibile, naturale e coerente con il proprio aspetto. Nel trattamento maschile – spiega – dosaggi, quantità e punti di iniezione devono essere calibrati sulla diversa struttura muscolare, più potente e più ampia rispetto a quella femminile. Per questo il botulino richiede protocolli specifici, precisione millimetrica e competenza anatomica”.
“Un approccio sbagliato – continua il presidente – può infatti ottenere l’effetto contrario: linee del volto troppo morbide o un’eccessiva apertura dello sguardo possono risultare innaturali su un paziente uomo, modificandone identità ed equilibrio. La medicina estetica maschile non deve cancellare i tratti del viso, ma armonizzarli mantenendo caratteri virili e naturali. L’obiettivo è dare un aspetto più riposato, non più femminile”.
“Questa evoluzione della domanda – sottolinea Salti – richiede una formazione specifica nei medici. La medicina di genere non è uno slogan, ma un approccio clinico basato su differenze fisiologiche reali. Ogni volto ha una propria identità e va trattato con la massima personalizzazione”.
“Se ben eseguita – conclude il presidente – la terapia con tossina botulinica migliora tonicità e freschezza del volto maschile senza alterarne stile, personalità ed espressività. È questa la vera sfida della medicina estetica moderna”.
