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Neurocosmetici e il collegamento tra cervello e pelle

Neurocosmetici e il collegamento tra cervello e pelle

21 novembre 2023 1928 views

Cosa sono, come agiscono e quali funzioni possono svolgere. AIDECO fa il punto della situazione

Si parla sempre più spesso della connessione tra cervello e pelle e di come situazioni di stress psicologico possano essere la causa della comparsa di fenomeni a carico della cute e dei suoi annessi.

Cresce quindi da parte delle aziende cosmetiche l’interesse verso i neurocosmetici, una categoria ‘peculiare’ di prodotti cosmetici contenenti ingredienti la cui funzione sembra essere quella di interagire con il sistema di innervazione cutaneo.

Nel derma, infatti, sono localizzate fibre nervose del sistema nervoso periferico che rendono la cute un importante sito di percezione degli stimoli esterni.

L’azione di questi prodotti sembra venga svolta proprio grazie alla presenza di ingredienti strutturalmente simili ai neuromediatori endogeni, ossia sostanze prodotte dall’organismo responsabili della trasmissione degli impulsi nervosi.

“Le sostanze funzionali ‘neurocosmetiche’ andrebbero ad agire sui meccanismi da cui dipendono alcune condizioni cutanee, come l’invecchiamento della pelle, lo ‘stress’ cutaneo e la pelle sensibile, determinando un miglioramento dell’aspetto della pelle in tempi relativamente brevi di utilizzo” spiega la dottoressa Alessandra Vasselli, cosmetologa AIDECO.

Un esempio di sostanze neurocosmetiche è rappresentato da alcuni particolari peptidi (brevi sequenze di amminoacidi, le molecole che compongono le proteine),

che mimano i meccanismi di azione e quindi gli effetti di peptidi naturali: sono i così detti ‘peptidi biomimetici’, che svolgono diversi ruoli biologici, come la segnalazione/regolazione molecolare in una varietà di processi fisiologici, portando a effetti finali quali, ad esempio, il rallentamento dell’invecchiamento cutaneo.

Un altro esempio è rappresentato dai peptidi ‘botoxlike’, sostanze che vogliono mimare l’effetto della tossina botulinica, provocando quindi una riduzione della contrazione muscolare volontaria, riducendo la deformazione della pelle e quindi la comparsa delle rughe.

“Queste funzioni, ovviamente, possono essere svolte partendo dal presupposto che tali ingredienti siano nella condizione di superare la barriera dermo-epidermica, attraverso un meccanismo della permeazione nella cute, e infatti molto si è studiato sui sistemi di trasporto che possano facilitare questo passaggio” continua la dottoressa Vasselli.

Numerose aziende cosmetiche che puntano all’innovazione cercano di sviluppare soluzioni per combattere lo stress cutaneo e l’invecchiamento della pelle con prodotti che vadano al di là del cosmetico “tradizionale”

che offre maggiormente sensazioni di gradevolezza e di benessere oltre che una componente emozionale attraverso la texture, la profumazione e il packaging: così la‘neurocosmetica’ sembra rappresentare una nuova tendenza nel campo della creazione dei cosmetici del domani.

Bisognerebbe però chiarire meglio l’uso dei termini associati all’area del ‘neurocosmetico’, troppo spesso utilizzati

con modalità non corrette, come per esempio conferendo ad alcuni ingredienti delle proprietà che non hanno oppure oltrepassando il confine previsto dalla normativa europea vigente (Regolamento UE 1223/2009 e Regolamento UE 655/2013), che prevede specifiche limitazioni all’azione che un cosmetico può svolgere oltre che la dimostrazione delle attività che dal prodotto vengono vantate.

Per maggiori informazioni: aideco.org

“La mia pelle” cervello Neurocosmetici
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admin

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